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Sensazioni che fanno male: quando il corpo dà voce a ciò che non diciamo

Oggi ti parlo di quelle sensazioni che iniziano come un sussurro e finiscono per diventare un grido del corpo. Perchè un occhio gonfio, un mal di testa o un dolore muscolare non sono sempre errori del corpo, ma il risultato di un carico emozionale che no trova un'altra via di uscita.

Oggi ti parlo di quelle brutte sensazioni che ti rovinano la giornata.

LA SENSAZIONE: L'oppressione come segnale di allarme.

Quando provi ansia, stress, senso di soffocamento per i troppi impegni cosa succede?

Il tuo sistema nervoso lo recepisce come minaccia, innescando la risposta di attacco o fuga.

Il corpo deve proteggerti.

COSA SUCCEDE IN PRATICA?

Il DIAFRAMMA si blocca, lui è il principale muscolo della respirazione ed è anche il nostro muscolo EMOTIVO.

- Sotto pressione il repiro cambia e diventa corto,affannoso e toracico

- Il diaframma invece di muoversi liberamente assume una posizione di semi-contrattura permanente, quasi sempre in inspirazione.

- Essendo collegato alle vertebre lombari e alle coste, un diaframma rigido crea una tensione interna che si ripercuote sulla colonna in toto.


E COSI' AVVIENE LA COMPENSAZIONE: I muscoli accessori entrano in gioco.

Visto che il diaframma lavora maluccio, il corpo deve comunque incamerare ossigeno e per farlo chiede aiuto ai muscoli accessori della respiarzione che sono:

- Gli scaleni e lo sternocleidomastoideo

- Il trapezio superiore

Ma quasti musoli esistono per aiuatrci in una corsa o in uno sforzo breve e non per resipare una vita!

QUINDI?

CERVICALGIA.

Questi muscoli del collo, costantemente in sovraccarico, si infiammano e si irrigidiscono tirando le vertebre cervicali, comprimendo le radici nervose e creando quel tipico dolore alla base del cranio, pesantezza alle spalle, e/o anche mal di testa o senso di vertigini.


La cervicalgia non è quasi mai un problema che nasce dal collo.

E' la fine della strada che inizia con un oppressione che non abbiamo sciolto, passa per un diaframma che ha smesso di danzare e finisce per gravare sulle spalle. L'unico punto che è rimasto per sostenerci.


Quindi cosa fare?

Ora si passa all'azione!

Per sbloccare un diaframma congelato dall'oppressione non basta un solo approccio: serve un attacco coordinato su più fronti, esattamente come si fa da FISIOGLOBALMIND.

- Decomprimere le compressioni nervose, decomprimere il nervo frenico.

- Mobilizzare le vertebre dorsali e le coste, restituendo elasticità alla gabbia toracica.

- Rilasciare le fasce, ovvero i tessuti che avvolgono i muscoli, per permettere al diaframma di tornare a scendere correttamente senza incontrare resistenze fisiche.

- Lavorare con trattamenti alternativi come la Riflessologia Plantare perchè quando il corpo è teso è utile usare le vie riflesse.

Sui piedi esistono dei punti specifici che sono il plesso solare e il diaframma, stimolandoli il sistema nervoso lancia un segnale di rilascio.

La DIGITOPRESSIONE lavora invece sui meridiani energetici utili per abbassare il livello di cortisolo (ormone dello stress) e disinnescare quella sensazione di oppressione astratta che ha causato il blocco.

INTEGRARE E' MEGLIO:

Utilizzando diverse tecniche integrate si agisce sul sistema nervoso autonomo. L'obbiettivo è quello di spostare il corpo dallo stato di allerta costante (simpatico) allo stato di riparazione e riposo (parasimpatico).

Solo quando il cervello si sente al sicuro, il diaframma si decontrae.

PERCHE' venire a trovarmi.

Quando la sensazione è diventata una contrattura cronica, serve una mano esperta che sappia leggere la mappa dei tuoi dolori.

Nel mio studio non trattiamo solo il collo che fa male, andiamo a cercare la chiave che riapre il tuo respiro.

Arianna Aceto

Questo articolo non sostituisce il parere medico


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Corpo che reagisce: perchè sentiamo dolore e come gestirlo

Arianna Aceto
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